ecografia-transvaginale_800_533

Ecografia Ginecologica  transvaginale e transaddominale

Lo studio ecografico dell’apparato genitale interno costituisce ormai parte integrante di ogni visita ginecologica.

L’introduzione della via transvaginale ha notevolmente migliorato, proprio per le sue caratteristiche tecniche, le possibilità diagnostiche dell’ecografia in campo ginecologico.

L’esame ultrasonografico rappresenta lo strumento diagnostico non invasivo senz’altro più importante per la diagnosi delle patologie della pelvi femminile; infatti, grazie all’utilizzo di sonde endovaginali ad elevata frequenza, è in grado di fornire una valutazione morfologica, dinamica ed interattiva, degli organi pelvici.
Altre tecniche di imaging, quali RM e TAC, sebbene più sofisticate dell’ecografia e soprattutto non-operatore-dipendenti, non son in grado di offrire questa valutazione interattiva e dinamica, che consente di studiare oltre la morfologia, anche l’elasticità e la deformabilità degli organi in esame e di studiarne la dolorabilità, realizzando, mediante l’interazione con la paziente, una mappatura più precisa delle sedi pelviche dolenti con una possibilità di diagnosi più precisa.

Le finalità dell’ecografia transvaginale sono molteplici: dal monitoraggio di pazienti sottoposte a terapie mediche/chirurgiche, all’identificazione di anomalie della morfologia, delle dimensioni e della struttura dell’utero e delle ovaie.

Un’ecografia pelvica transvaginale puo’ essere indicata nel percorso diagnostico di patologie disunzionali ed infettive o di neoformazioni sospettate su base anamnestica od obiettiva; nel percorso diagnostico di pazienti in peri e post-menopausa, sintomatiche o con fattori di rischio per patologia neoplastica ovarica (familiarità, farmaci) o endometriale ( terapia ormonale, obesità, ipertensione, diabete ecc.); nel monitoraggio dell’ovulazione spontanea od indotta farmacologicamente.

L’esame ecografico degli organi pelvici viene eseguito introducendo in vagina sonde endovaginali ad elevata frequenza , isolata da un rivestimento monouso. L’esame è indolore, comportando un disagio sovrapponibile a quello di una visita ginecologica.

L’indagine puo’ essere integrata,  a discrezione dell’operatore, con un esame transaddominale, per esempio nei casi di voluminose masse addomino-pelviche non completamente indagabili per via endovaginale, o nel caso di pazienti con integrità imenale, anche se attualmente si preferisce l’approccio transrettale.